Un’occhiata dietro l’angolo… di Amelia Boccassi

A cura di Giovanna Barbero, molto noto e stimato critico piemontese, l’ultima mostra di Mariella Crosio, a Malta, ha rappresentato un vero successo. L’umanità velata “Humanity clouded over”, ha mostrato dal 9 marzo al 5 aprile un momento interessante della produzione artistica di Mariella Crosio, affiancata dal brillante catalogo della collana Grandi mostre.
Con l’Ambasciata d’Italia a Malta, l’Istituto italiano di cultura a Malta, l’Istituto Nazionale d’Arte Contemporanea e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la mostra si è tenuta nell’Istituto Italiano di Cultura a La Valletta. Presentato dall’Ambasciatore Luigi Marras, con Prefazione di Bruno Busetti, direttore dell’Istituto di Cultura e introduzione di Anselmo Villata, Presidente INAC, il ricco catalogo evidenzia opere piene di fascino, accattivanti e misteriose, delle quali così Villata dice: “La pittura dell’artista torinese esplicita la sua profonda forza espressiva sussurrando, al contrario delle urla che contraddistinguono l’attualità, riuscendo a costruire, probabilmente influenzata dalla città in cui vive e lavora, una bellezza discreta e un’eleganza volutamente sobria”.
Giovanna Barbero guarda il lavoro di Mariella Crosio nei particolari: l’aver vissuto alcuni anni negli Stati Uniti ha influito sull’approccio col mondo esterno, in una cultura aperta, di ampi orizzonti. Dai primi dipinti accademici uno sviluppo straordinario ha portato alle soluzioni attuali l’artista che ha visitato le Avanguardie e i movimenti del secolo scorso, con particolare attenzione alle esperienze di alcuni grandi maestri. Le opere di oggi, quelle della maturità espressiva, contengono tutte le esperienze, ma non evocazioni. Personalissime, ci dicono che Mariella Crosio predilige l’umanità, in ogni situazione sociale, storica, individuale. Le interessa la centralità dell’uomo. Lo sguardo dell’artista vaga tra le mille pieghe dell’esistenza, per stendere su tutto un velo di mistero, da cui viene un rivolo di poesia. L’umanità velata, anziché nascondere gli aspetti negativi, manifesta con discrezione la vera natura divina delle persone. Nelle sue realizzazioni la Crosio usa pigmenti di varia natura e materiali diversi, avvalendosi dell’impiego di varie tecniche. Inferno e Paradiso, subbuglio e calma, convivono con la propria antitesi. Pochi colori contrastanti sono arricchiti da miriadi di sfumature, ove il vero protagonista è chi osserva l’opera e vi trova la storia, tra testi indecifrabili di primo acchito, giornali ridotti in brandelli…… In altre gabbie si inseriscono i visi: uno solo o molti, definiti o sfumati, s’impongono per ricordare o riaffermare la centralità dell’uomo; profili netti o contorni appena percepibili, è sempre lo sguardo in primo piano che indica la finestra sull’anima. L’artista non propone nulla di definito ma un mondo aperto alla creatività, con cui contribuisce a completare, secondo sensibilità e fantasia, quei concetti che attraverso materia e gesti pittorici, vengono via via suggeriti vicini alla realtà dell’esistenza, naturale e sociale. L’assenza di titoli, nelle opere esposte a Malta appartenenti al ciclo “L’umanità velata”, indica ricerca e scoperta continue. Diversa è la sezione dedicata a sette tecniche miste su carta, legate ai componimenti musicali di Federico Gozzelino. Levità e trasparenza sono fondamentali nella concezione dell’opera e l’aggiunta di frammenti di plastica porta la necessità intima della religione, che l’uomo ha nella condizione attuale, per certi versi uguale a sempre.

 

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